Scenario politico economico
- Anche in Italia, come nel resto d’Europa, la realtà aziendale si
trova oggi a confronto con un momento storico, economico e politico
complesso e di non facile interpretazione.
- Le nuove tecnologie di prodotto e di processo, la crescita esponenziale
dei sistemi di diffusione dell’informazione, il continuo mutamento
di riferimenti e di valori che genera una grande variabilità sociale
e la presenza in campo di una concorrenza eterogenea, imprevedibile,
audace ed aggressiva; non sono che alcune delle cause che hanno portato
all’inasprimento della sfida competitiva nel corso dell’ultimo decennio.
- Così, nello specifico aziendale, il semplice criterio del vantaggio
economico si rivela sempre più spesso insufficiente nella gestione
della politica interna all’azienda stessa; ed allo stesso modo, sempre
più spesso l’economia e la politica adottano la via del rapporto umano
e di un maggiore coinvolgimento personale come strategie operative
d’elezione.
- In un tale contesto le aziende, in particolare le piccole e medie
imprese sono costrette ad un sempre più rapido ed efficace aggiornamento
dei costi e delle procedure, allo scopo di reggere il passo di un
mercato in costante cambiamento.
- Il contenimento dei costi, il più delle volte, si traduce in una
riduzione delle risorse umane a tutti i livelli aziendali, con la
conseguente perdita di competenze, servizi e memoria storica.
- L’inevitabile calo della produttività e dell’efficienza complessiva
che ne consegue favorisce l’inserimento sul mercato della concorrenza
e, non di rado, anche il sorpasso.
- Ecco dunque che non soltanto all’imprenditore – crocevia e intersezione
di tre mondi: quello economico, quello politico e quello sociale -,
ma anche al manager e ad ogni uomo d’azienda è richiesta oggi, accanto
all’efficacia, anche l’attenzione alla sfera dei valori umani, una
sfera che poggia sulla capacità di sapersi rapportare da persona ad
altre persone.
- E’ vero infatti che senza efficacia non esiste attività aziendale
– in quanto viene a mancare il risultato dell’utile, che ne costituisce
la base e la ragion d’essere – ma è altrettanto vero che senza l’attenzione
ai valori e ai bisogni nel loro concetto globale, l’azienda non riuscirà
a stare al passo coi tempi, e quindi, ugualmente, vedrà compromessi
i suoi scopi.
- Giunti di fronte a questi problemi complessi e disordinati scenari
aziendali, gli imprenditori, sempre più spesso per l’organizzazione
e la gestione dell’azienda scelgono d’avvalersi di competenze esterne.
- Ma se da un lato questo consente un migliore controllo della variabilità
dei costi, non sempre e non necessariamente si traduce in una maggiore
efficienza, né assicura il raggiungimento di obiettivi ottimali.
- Spesso, infatti, l’apporto esterno è fornito da società o professionisti
diversi, senza un coordinamento interno e senza una metodologia d’approccio
unitaria e coordinata, e questo non può che andare a discapito dell’efficacia
complessiva dell’intervento, oltre a favorire la nascita di un’indesiderabile
conflittualità dovuta a contrasti per questioni economiche, di competenza
o di prestigio personale.
- Non ultime, vanno inoltre considerate le possibili reazioni dell’ambiente
umano aziendale a fronte di cambiamenti vissuti come imposti dall’esterno;
reazioni che facilmente possono tradursi in ostilità, diffidenza,
inerzia, bassa motivazione e scarsa disponibilità alla collaborazione
attiva.
Un apporto esterno realmente efficace, dunque, deve caratterizzarsi per
due indispensabili requisiti:
- deve essere fornito da un unico team, competente affiatato e sinergico,
in grado di coprire a 360° le tematiche della riorganizzazione aziendale
- deve saper gestire e accompagnare le risorse umane operanti in azienda
durante l’intero percorso, allo scopo di favorire una reale e armonica
integrazione dei processi di cambiamento
Su questi presupposti nasce
S S G
“Strategie & Soluzioni Globali”